Un omaggio al periodo della Belle Époque

Prima che New York e l'America prendessero negli Anni '50 il sopravvento, fu Parigi la capitale del Novecento. La Ville Lumière tra le due guerre era una sorta di fucina di moviementi e di idee che vide artisti di tutto il mondo accorrervi per capire le nuove forme e i nuovi linguaggi artistici che Picasso, Ray Léger, Modigliani e Dalì andavano sperimentando.

 

L'epoca della "Belle Époque" nasce in Francia tra la fine dell'Ottocento per concludersi con lo scoppio della prima Guerra Mondiale.

 

Fu un periodo contrassegnato da un'intensa espansione economica, da un fioritura di scoperte e da un miglioramente della qualità della vita che produssero nella società grandi cambiamenti. L'illuminazione elettrica, la radio, l'automobile, il cinema, la pastorizzazione, il vaccino per la tubercolosi e altre scoperte.

 

Sono anni in cui emerge uno spaccato di vita e di costume che coinvolge anche le nuove arti: cinema, moda, le arti grafiche e decorative e l'arte del profumo.

 

Nella seconda parte del IXX° secolo grazie allo sviluppo della chimica il profumo si discosta dalle sue origini naturali e scopre le molecole di sintesi. Accusate fino ad allora di essere volgari, le molecole diventano espressione d'arte: i loro odori, a volte sorprendenti, conferiscono note "astratte" alle composizioni, così come l'arte impressionista aprirà la porta a quella concettuale.

 

Il profumo viene considerato come una creazione originale molto vicina ad una produzione artistica: non più basata sull'armonia ma sul contrasto e su un piano via via sempre più complesso, una vera e propria rivoluzione olfattiva. La profumeria moderna apre il via alla figura del couturier-profumiere che vede una sottile alleanza con il lusso dell'alta moda.

 

 

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